Decision Centerby Studio Pusceddu

Guida fiscale — Auto aziendale · edizione 2026

Auto aziendale 2026: acquisto, leasing, noleggio lungo termine o rimborso chilometrico?
La guida completa per partite IVA e società

Pubblicato il · Ultimo aggiornamento · Tempo di lettura: circa 15 minuti

Scegliere come gestire l'auto per la propria attività è una delle decisioni economiche più importanti che qualsiasi imprenditore, professionista o amministratore di società si trova a prendere. Non è un tema fiscale marginale: su un'auto di valore 35.000 euro, la differenza tra lo scenario più conveniente e quello meno adatto può superare i 5.000 euro nell'arco di quattro anni — con una sola auto, senza cambiare nulla nell'attività, semplicemente scegliendo la modalità giusta per la propria situazione specifica.

Eppure la maggior parte degli imprenditori decide in pochi minuti, spesso seguendo la proposta del concessionario o dell'offerta di leasing di turno, senza un'analisi strutturata delle proprie percorrenze, del valore del veicolo, della forma giuridica dell'attività e delle proprie disponibilità di cassa. La conseguenza è che ogni anno migliaia di partite IVA e società lasciano sul tavolo un risparmio fiscale e finanziario che si sarebbe potuto pianificare in modo semplice.

Questa guida analizza in modo completo tutte e cinque le modalità con cui oggi si può gestire un'auto per finalità professionali o aziendali: l'acquisto in proprietà, il leasing finanziario, il noleggio lungo termine, l'auto personale del socio o del titolare con rimborso chilometrico, e lo strumento poco noto del cumulo tra rimborso chilometrico e trasferta forfettaria. Per ognuna troverai le regole fiscali corrette per il 2026, i limiti di costo, un esempio numerico e le variabili decisive per la tua forma giuridica specifica.

Se sei arrivato qui cercando una risposta secca al tuo caso, la risposta onesta è che non esiste una risposta universale. La modalità più conveniente dipende dai tuoi numeri — e la buona notizia è che si può calcolare in modo preciso. Se preferisci un calcolo personalizzato invece che una guida generale, dai un'occhiata al servizio Decision Center dedicato all'auto aziendale. Altrimenti continua a leggere: alla fine avrai gli elementi per porti le domande giuste.

1. Le 5 modalità a confronto: cosa sono e come funzionano

Prima di parlare di risparmio è necessario avere chiaro il perimetro: esistono cinque modi diversi di far entrare un'auto nell'attività, e ciascuno ha regole fiscali, esborsi di cassa e vincoli operativi specifici. La maggior parte dei contenuti che si trovano online copre solo le prime tre modalità — acquisto, leasing e noleggio lungo termine — e trascura del tutto le due strategie che spesso risultano più convenienti per le società di capitali e le società di persone.

1. Acquisto diretto (con o senza finanziamento)

L'acquisto è la modalità classica: l'attività diventa proprietaria dell'auto, che entra tra le immobilizzazioni del bilancio e viene ammortizzata negli anni. La società può detrarre il 40% dell'IVA (100% solo per veicoli usati esclusivamente per l'attività) e dedurre il costo entro i limiti dell'articolo 164 del TUIR: 20% del costo, con un tetto massimo di 18.075,99 € IVA esclusa. Questo limite storico è fissato da anni e non è stato aggiornato: chi acquista un'auto da 30-40.000 € vedrà una parte importante del prezzo restare fiscalmente indeducibile. L'acquisto immobilizza capitale immediatamente e mantiene il valore residuo tra le attività — è la scelta di chi valorizza la proprietà e non ha problemi di liquidità.

2. Leasing finanziario

Con il leasing finanziario la società di leasing acquista il veicolo e lo concede in uso all'attività dietro pagamento di canoni periodici, con la possibilità di riscattarlo al termine a un valore residuo prefissato. Fiscalmente il canone è deducibile con le stesse percentuali dell'articolo 164, ma i canoni hanno un limite massimo riconosciuto: la quota di locazione deducibile per il leasing di autovetture non supera 3.615,20 € l'anno (rapportati ad autovettura ordinaria; 4.131,66 € per gli agenti). La durata minima fiscale del contratto è di 24 mesi: sotto questa soglia la deducibilità viene meno. Il leasing è una via di mezzo tra acquisto e noleggio, spesso scelta da chi vuole comunque diventare proprietario del veicolo a fine contratto.

3. Noleggio lungo termine

Il noleggio lungo termine è un canone unico mensile che copre tutto — locazione del veicolo, assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, tassa di possesso, gestione sinistri, vettura sostitutiva, pneumatici. Alla scadenza il veicolo torna alla società di noleggio e l'attività non ha alcun valore residuo da smaltire. Il canone si scompone contabilmente in quota di locazione (che segue il tetto di 3.615,20 € l'anno) e quota servizi — assicurazione, manutenzione e ogni altro accessorio — che invece è deducibile con le percentuali ordinarie senza tetto massimo. Questa distinzione è il vantaggio fiscale principale del noleggio lungo termine, quello che molti contenuti online non spiegano bene: su un'auto di fascia medio-alta la quota servizi è consistente e la sua deducibilità piena (dentro le percentuali) può superare il beneficio fiscale di leasing o acquisto.

4. Auto personale del socio o titolare con rimborso chilometrico

È lo strumento più trascurato dai contenuti divulgativi, ma spesso il più conveniente per società di capitali e società di persone: il socio, l'amministratore o il titolare usa la propria auto personale per le trasferte aziendali e riceve un rimborso calcolato con le tabelle ACI 2026, che riportano un costo chilometrico specifico per marca, modello, alimentazione e chilometraggio annuo. Per la società il rimborso è deducibile per intero entro i limiti di potenza previsti dall'articolo 95, comma 3, del TUIR: 17 cavalli fiscali per le auto a benzina, 20 cavalli fiscali per le auto diesel. Per il percettore il rimborso non concorre a formare reddito imponibile quando le trasferte sono fuori dal Comune sede di lavoro. Servono comunque una nota delle trasferte con date, destinazioni e chilometraggi effettivi, una copia della carta di circolazione dell'auto personale e le tabelle ACI del modello specifico. Questa opzione è aperta agli amministratori di SRL e SRLS, ai soci di SNC e SAS (per SAS solo al socio accomandatario), e ai professionisti che si spostano per conto di propri clienti; non è disponibile per la ditta individuale nei confronti del proprio titolare (non c'è distinzione soggettiva tra ditta e titolare).

5. Il cumulo rimborso chilometrico + trasferta forfettaria: lo strumento che in pochi conoscono

È una possibilità che pochi contenuti divulgativi menzionano e che anche molti professionisti trascurano. Nella stessa giornata di trasferta fuori dal Comune sede di lavoro è possibile cumulare due voci di natura diversa:

  • Rimborso chilometrico ACI per i chilometri effettivamente percorsi — copre il costo del mezzo (carburante, usura, assicurazione, ammortamento).
  • Indennità di trasferta forfettaria di 46,48 € al giorno per trasferte in Italia, 77,47 € al giorno per trasferte all'estero — copre vitto e alloggio in modo forfettario.

Le due voci si cumulano perché coprono ambiti di spesa distinti: una il costo del mezzo, l'altra le spese personali del percettore. Entrambe restano esenti da tassazione per chi le riceve entro i limiti previsti dall'articolo 51, comma 5, del TUIR, e sono integralmente deducibili per la società che le eroga, purché documentate con una nota trasferta corretta (data, destinazione, motivo aziendale). Su un amministratore di SRL che effettua trasferte regolari, il cumulo può valere qualche migliaio di euro di reddito netto in più all'anno, senza alcuna tassazione sul percettore. È una leva legittima e concreta che vale la pena valutare con precisione.

2. Le regole fiscali 2026: tabella completa per forma giuridica

La deducibilità dei costi e la detraibilità dell'IVA sull'auto aziendale variano in base alla forma giuridica dell'attività, all'utilizzo del veicolo e alla categoria del contribuente. La tabella che segue riepiloga i parametri fiscali principali riferiti alla normativa vigente per l'anno d'imposta 2026.

Forma giuridica% Deduzione IRES/IRPEFLimite costo deducibile% Detrazione IVAIRAP
Forfettario

Il regime forfettario applica un coefficiente di redditività sui ricavi: i costi effettivi non incidono sul reddito.

0% (non deduce costi analitici)non applicabilenon detraibile (non è soggetto IVA)non applicabile
Professionista con partita IVA ordinaria20%18.075,99 € (limite storico art. 164 TUIR)40% detraibileseguono i limiti dell'art. 164 TUIR
Ditta individuale20%18.075,99 €40% detraibileseguono i limiti dell'art. 164 TUIR
Società di persone (SNC e SAS)20%18.075,99 €40% detraibileseguono i limiti dell'art. 164 TUIR
SRL e SRLS — uso generico

È il vantaggio IRAP delle società di capitali spesso ignorato dai confronti superficiali con le società di persone.

20%18.075,99 €40% detraibileintegrale (i costi dell'auto sono per intero deducibili ai fini IRAP)
SRL/SRLS — uso promiscuo dipendente/amministratore

Regime applicabile quando l'auto è assegnata in uso promiscuo per la maggior parte del periodo d'imposta, con addebito di fringe benefit al percettore.

70%senza tetto40% detraibile70%
Agenti e rappresentanti di commercio

Regime dedicato: soglia costo e detraibilità IVA piene per l'attività di intermediazione commerciale.

80%25.822,84 €100% detraibile80%
Uso esclusivamente strumentale all'attività

Riservato a veicoli senza i quali l'attività non può essere svolta (autoscuole, taxi, autonoleggio, ambulanze, veicoli attrezzati).

100%senza tetto100% detraibile100%

3. Quanto costa davvero ogni modalità: il confronto numerico

La discussione sui parametri astratti resta poco utile senza un esempio pratico. Per rendere concreta la differenza tra le modalità, prendiamo uno scenario tipico e vediamo come cambiano i costi effettivi con parametri fiscali corretti.

Scenario di riferimento

  • Forma giuridica: SRL con uso promiscuo, socio amministratore utilizzatore.
  • Valore veicolo: 35.000 € IVA esclusa (43.050 € IVA inclusa).
  • Percorrenza: 20.000 km/anno.
  • Orizzonte di analisi: 4 anni.
  • Aliquota IRES: 24% — aliquota IRAP considerata al 3,9%.

Acquisto diretto in proprietà

Modalità 1
Esborso lordo 4 anni
≈ 47.000 €
Risparmio fiscale
≈ 900 €
Costo netto 4 anni
≈ 46.100 €
Liquidità impegnata
43.050 € subito

Deducibilità limitata dal tetto di 18.075,99 € — quasi metà del prezzo resta indeducibile. Massima capacità di riscatto valore residuo, ma massimo impegno di cassa.

Acquisto con finanziamento (48 mesi)

Modalità 2
Esborso lordo 4 anni
≈ 49.500 €
Risparmio fiscale
≈ 900 €
Costo netto 4 anni
≈ 48.600 €
Liquidità impegnata
≈ 4.500 € anticipo + rata

Interessi del finanziamento deducibili nei limiti IRES/IRAP. Sostiene la liquidità operativa a fronte di un costo lordo leggermente più alto.

Leasing finanziario (48 mesi, riscatto 20%)

Modalità 3
Esborso lordo 4 anni
≈ 48.000 €
Risparmio fiscale
≈ 950 €
Costo netto 4 anni
≈ 47.050 €
Liquidità impegnata
maxi-canone 15-20% del prezzo

Il canone di locazione deducibile segue il tetto di 3.615,20 €/anno. La durata minima fiscale è 24 mesi; sotto il minimo si perde la deducibilità.

Noleggio lungo termine (48 mesi, tutto incluso)

Modalità 4
Esborso lordo 4 anni
≈ 43.200 €
Risparmio fiscale
≈ 1.700 €
Costo netto 4 anni
≈ 41.500 €
Liquidità impegnata
canone mensile, nessun immobilizzo

Il canone si scompone in quota locazione (tetto 3.615,20 €/anno) e quota servizi (assicurazione, manutenzione, tassa possesso) senza tetto — vantaggio fiscale spesso decisivo su auto di fascia medio-alta.

Auto personale del socio + rimborso chilometrico ACI

Modalità 5
Esborso lordo 4 anni
≈ 32.000 €
Risparmio fiscale
≈ 3.100 €
Costo netto 4 anni
≈ 28.900 €
Liquidità impegnata
nessuna per la società

Rimborso deducibile per la società entro i limiti di potenza (17 CV benzina, 20 CV diesel). Esente da tassazione per il socio se le trasferte sono fuori dal Comune sede. Cumulabile con l'indennità di trasferta forfettaria.

In questo esempio la differenza tra lo scenario con il costo netto più basso e quello più alto supera i 5.000 euro nell'arco di quattro anni — su una sola auto, senza cambiare nulla nell'attività, solo scegliendo la modalità giusta per la situazione specifica. Cambiando la percorrenza annua, il valore del veicolo o la forma giuridica il risultato può ribaltarsi completamente: è qui che il calcolo generico perde di significato e diventa necessario un'analisi sui numeri reali del proprio caso.

Le cifre sono un esempio semplificato ai fini illustrativi. Il calcolo puntuale considera anche canoni di leasing e noleggio effettivi, valore residuo, aliquota IRPEF personale del socio, spese di gestione reali e altre variabili specifiche del caso.

4. Per ogni tipo di partita IVA: le variabili decisive

La forma giuridica dell'attività cambia in modo sostanziale quali modalità sono davvero utili valutare e quali variabili hanno peso decisivo nella scelta. Di seguito una panoramica per ognuna delle categorie principali di partite IVA in Italia.

Forfettario

Nel regime forfettario il reddito si determina applicando ai ricavi un coefficiente di redditività, e i costi effettivi (auto inclusa) non incidono. Non c'è dunque alcuna deduzione fiscale sulla scelta tra acquisto, leasing e noleggio lungo termine: la variabile decisiva diventa solo finanziaria — quanto esborso iniziale, quanta liquidità impegnata, quanta flessibilità nel cambiare auto. Un punto poco noto: il rimborso chilometrico funziona anche per i forfettari che svolgono trasferte per conto di committenti, ricevendo un rimborso spese chilometrico. In questo caso il rimborso si somma ai ricavi e concorre al plafond del regime, ma consente di non intestarsi il veicolo con l'incidenza sulla liquidità che ne deriverebbe.

Professionisti con partita IVA ordinaria (avvocati, medici, ingegneri, consulenti)

Il professionista deduce il 20% del costo dell'auto entro il tetto di 18.075,99 € e detrae il 40% dell'IVA. Su auto sopra i 18.000 € il vantaggio fiscale dell'acquisto si azzera per la parte eccedente, mentre nel noleggio lungo termine la quota servizi non ha tetto e continua a produrre deduzione. Ecco perché per un professionista che sta guardando un'auto da 30-40.000 € il confronto acquisto vs noleggio ha di solito un'asimmetria a favore del noleggio, in particolare quando il chilometraggio annuo è significativo e l'orizzonte di utilizzo è pluriennale. Le variabili decisive sono percorrenza, valore auto e stabilità dell'attività: chi ha reddito professionale volatile fa bene a favorire soluzioni senza immobilizzo di capitale.

Ditta individuale

Fiscalmente la ditta individuale è identica al professionista con partita IVA ordinaria: 20% di deduzione, 40% di IVA detraibile, tetto di 18.075,99 €. C'è però un vincolo strategico importante: la ditta individuale non può erogare rimborso chilometrico al proprio titolare (non c'è distinzione soggettiva tra il titolare e la ditta). Il titolare che vuole usare la propria auto personale per l'attività di solito la include tra i beni promiscui, con deducibilità al 50% dei costi di gestione ma senza le regole del rimborso ACI. Questa asimmetria rende la ditta individuale meno flessibile della SRL sul tema auto — un elemento che va valutato quando si sta scegliendo la forma giuridica di partenza dell'attività, non solo la modalità di acquisto dell'auto.

Società di persone (SNC e SAS)

Le società di persone applicano le stesse percentuali di deducibilità della ditta individuale (20% ordinario, tetto 18.075,99 €, 40% IVA) e seguono i limiti IRES/IRPEF anche sull'IRAP. Rispetto alla ditta individuale hanno però una possibilità in più: i soci possono usare la propria auto personale ed essere rimborsati dalla società con il rimborso chilometrico ACI, deducibile per la società entro i limiti di potenza e esente da tassazione per il socio se le trasferte sono fuori Comune. Per le SNC la possibilità vale per tutti i soci; per le SAS il rimborso è riconosciuto tecnicamente al socio accomandatario (che ha responsabilità di gestione). Le variabili decisive sono numero di soci utilizzatori, percorrenze effettive e valore dell'auto: al crescere di questi tre parametri il rimborso chilometrico diventa spesso l'opzione con costo netto più basso.

SRL e SRLS

Le società di capitali hanno il ventaglio di opzioni strategiche più ampio. L'auto intestata alla SRL con uso generico offre il 20% di deduzione IRES sul tetto standard, ma con il vantaggio integrale IRAP (i costi dell'auto sono per intero deducibili ai fini IRAP, cosa che le società di persone non hanno). L'auto intestata alla SRL con uso promiscuo al dipendente o all'amministratore sale al 70% di deducibilità senza tetto, in cambio dell'addebito del fringe benefit al percettore (il cui valore dipende dalle emissioni del veicolo). L'auto personale del socio o amministratore con rimborso chilometrico è invece deducibile per la società senza attivare fringe benefit, purché entro i limiti di potenza e con corretta documentazione delle trasferte. Le variabili che ribaltano l'esito del confronto sono: percorrenza aziendale annua, valore dell'auto (sopra e sotto la soglia dei 18.075,99 €), aliquota IRPEF marginale del socio, presenza o meno di dipendenti a cui assegnare l'auto. Non esiste una risposta valida per tutte le SRL: è esattamente il tipo di scelta che richiede un calcolo personalizzato sul proprio caso.

Analisi generale conclusa

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5. Le domande che devi porti prima di decidere

Prima di firmare qualsiasi contratto — di acquisto, leasing o noleggio — è utile costruirsi risposte precise a queste dieci domande. Sono le variabili che, incrociate tra loro, determinano quale sia lo scenario più conveniente per la tua situazione. Se ti accorgi che a più di due o tre domande non sai davvero rispondere con precisione, l'analisi personalizzata è probabilmente lo strumento giusto per te.

  1. 1

    Quanti chilometri per lavoro percorri o percorrerai in media ogni anno?

  2. 2

    Qual è il valore del veicolo che stai valutando (prezzo IVA esclusa)?

  3. 3

    Che forma giuridica ha la tua attività: professionista, ditta individuale, società di persone, SRL, SRLS?

  4. 4

    Chi guiderà l'auto in modo prevalente: solo tu, un dipendente, entrambi in modo promiscuo?

  5. 5

    Puoi permetterti di immobilizzare 30.000-40.000 € di liquidità subito, oppure preferisci mantenerli in azienda per altre necessità?

  6. 6

    Vuoi cambiare auto ogni 3-4 anni, o pensi di tenerla molto più a lungo?

  7. 7

    Hai una previsione realistica di utilizzo aziendale (percentuale rispetto al totale dei chilometri)?

  8. 8

    Fai spesso trasferte fuori dal Comune sede di lavoro, con vitto e alloggio da rimborsare?

  9. 9

    Preferisci un costo tutto incluso e prevedibile, o hai una struttura interna che gestisce manutenzione e assicurazione?

  10. 10

    Che aliquota IRPEF marginale hai personalmente, se sei socio o titolare?

6. Perché la risposta giusta dipende dal tuo caso

Cerchiamo di essere onesti: non esiste una risposta universale alla domanda "quale modalità conviene di più?". Un contenuto che ti dice "il noleggio lungo termine è sempre la scelta migliore" o "l'acquisto conviene solo se cambi auto ogni sette anni" sta semplificando in modo pericoloso. La modalità più conveniente cambia in base a tre fattori principali:

  • 1. Percorrenza aziendale annua. A parità di veicolo, chi percorre 40.000 km/anno per lavoro ha una convenienza diversa da chi ne percorre 12.000. Il rimborso chilometrico premia le percorrenze medio-alte con auto di potenza contenuta; il noleggio lungo termine è spesso più efficiente sulle percorrenze incluse nel canone; l'acquisto trattiene un valore residuo utile a chi percorre poco e cambia raramente.
  • 2. Valore del veicolo rispetto ai tetti di legge. Sotto la soglia di 18.075,99 € l'acquisto e il leasing sono più efficienti; sopra la soglia il noleggio lungo termine (con la sua quota servizi senza tetto) e il rimborso chilometrico (che non ha vincoli di valore dell'auto personale) diventano nettamente più convenienti.
  • 3. Forma giuridica dell'attività. Le SRL hanno il vantaggio IRAP integrale e l'accesso al rimborso chilometrico verso il socio/amministratore; le società di persone hanno un accesso più limitato ma significativo; le ditte individuali non possono usare il rimborso verso il titolare; i forfettari non deducono costi analitici. Ogni forma giuridica ha il proprio ventaglio strategico.

Incrociare questi tre fattori con i tuoi numeri specifici — le tue percorrenze reali, il valore effettivo del veicolo che stai valutando, la tua forma giuridica — è esattamente ciò che rende utile un'analisi personalizzata: non ti dà una risposta generica ma una raccomandazione motivata sul tuo caso, con la quantificazione del risparmio in euro e la spiegazione delle regole fiscali applicate.

7. Domande frequenti

Le domande che ci vengono poste più spesso da imprenditori, professionisti e soci di società quando affrontano la scelta dell'auto per la loro attività.

Posso dedurre il 100% dei costi dell'auto aziendale?

In generale no. La regola ordinaria dell'articolo 164 del TUIR limita la deducibilità al 20% con un tetto di costo riconosciuto di 18.075,99 €. La deducibilità sale al 70% se l'auto è concessa in uso promiscuo a un dipendente per la maggior parte del periodo d'imposta, all'80% per agenti e rappresentanti di commercio, e al 100% solo per veicoli esclusivamente strumentali all'attività (autoscuole, taxi, autonoleggio, ambulanze, veicoli attrezzati).

Qual è il limite di costo deducibile per l'acquisto dell'auto?

Per la generalità dei contribuenti il limite è 18.075,99 € (IVA esclusa) per autovetture. Per agenti e rappresentanti di commercio è 25.822,84 €. Chi acquista un'auto di prezzo superiore al tetto non perde la parte eccedente, ma la può ammortizzare fiscalmente solo entro il limite: la parte eccedente resta indeducibile.

Il forfettario può dedurre i costi dell'auto?

No. Nel regime forfettario il reddito si determina applicando un coefficiente di redditività ai ricavi, senza considerare i costi effettivi. Acquisto, leasing, noleggio lungo termine e rimborso chilometrico non producono deduzione fiscale del costo. La scelta tra le modalità va valutata soltanto in termini di cassa, di IVA (che comunque il forfettario non detrae) e di flessibilità operativa.

Conviene di più il leasing o il noleggio lungo termine?

Dipende dal profilo. Il leasing finanziario prevede il riscatto finale e tiene l'auto tra le immobilizzazioni; il canone deducibile ha un tetto di 3.615,20 € l'anno. Il noleggio lungo termine è un canone unico onnicomprensivo: la quota di locazione ha lo stesso tetto, ma la quota servizi (assicurazione, manutenzione, tassa di possesso) è deducibile senza limite. Su auto di fascia medio-alta il noleggio lungo termine è spesso più efficiente fiscalmente per questo motivo.

Quando conviene il rimborso chilometrico invece dell'auto aziendale?

Il rimborso chilometrico conviene quando l'utilizzo aziendale è variabile o non altissimo, quando il socio o amministratore ha già un'auto personale e non vuole immobilizzare risorse della società, e quando le trasferte fuori dal Comune sede sono frequenti (attivando anche il cumulo con l'indennità di trasferta forfettaria). Non è disponibile per la ditta individuale rispetto al proprio titolare, perché non c'è distinzione soggettiva.

Posso cumulare rimborso chilometrico e trasferta forfettaria nella stessa giornata?

Sì, quando la trasferta è fuori dal Comune sede di lavoro. Nella stessa giornata si possono erogare sia il rimborso chilometrico calcolato con le tabelle ACI (che copre il costo del veicolo) sia l'indennità di trasferta forfettaria (46,48 € al giorno in Italia, 77,47 € al giorno all'estero) prevista dall'articolo 51, comma 5, del TUIR, che copre vitto e alloggio. Le due voci hanno natura diversa e si cumulano, restando entrambe esenti da tassazione per il percettore entro i limiti previsti.

Quali sono i limiti di potenza per il rimborso chilometrico con le tabelle ACI?

L'articolo 95, comma 3, del TUIR stabilisce che il rimborso chilometrico è deducibile per la società entro i limiti di potenza del veicolo: 17 cavalli fiscali per le auto a benzina e 20 cavalli fiscali per le auto diesel. Se l'auto del socio o amministratore supera questi limiti, la quota eccedente non è deducibile. Le tabelle ACI 2026 riportano tariffe per marca, modello, alimentazione e chilometraggio annuo.

Come funziona il fringe benefit per l'auto aziendale?

Quando l'auto è assegnata in uso promiscuo a un dipendente o amministratore, la parte di uso privato è tassata come reddito da lavoro. Il fringe benefit si calcola sul costo chilometrico ACI applicato a una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri, moltiplicato per una percentuale che oggi dipende dalle emissioni di CO₂ del veicolo. Il fringe benefit riduce il netto in busta del percettore ma consente alla società la deducibilità potenziata al 70%.

L'auto intestata al socio conviene rispetto all'auto intestata alla SRL?

Dipende dalla percorrenza aziendale, dal valore dell'auto e dall'aliquota IRPEF marginale del socio. L'intestazione alla SRL con uso strumentale generico offre 20% di deducibilità con tetto di 18.075,99 €, ma il 100% di deducibilità IRAP. Il rimborso chilometrico al socio è deducibile per la società senza attivare fringe benefit, ma è vincolato ai limiti di potenza e richiede documentazione puntuale delle trasferte. In molti profili SRL il rimborso vince, ma solo un calcolo su misura permette di stabilirlo con certezza.

Qual è la differenza fiscale tra SRL e ditta individuale per l'auto aziendale?

Sul lato IRES/IRPEF le percentuali di deducibilità (20% ordinario, 70% uso promiscuo, 80% agenti) sono le stesse. La differenza principale è sull'IRAP: per la SRL i costi dell'auto sono integralmente deducibili ai fini IRAP, mentre per la ditta individuale e la società di persone si applicano gli stessi limiti IRES/IRPEF anche sull'IRAP. Su auto e chilometraggi importanti la differenza IRAP può valere alcune centinaia di euro l'anno a favore della SRL.

Il noleggio lungo termine conviene fiscalmente come il leasing?

Sul canone di locazione il tetto fiscale è identico (3.615,20 € l'anno). Ma il canone del noleggio lungo termine include anche servizi (assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, tassa di possesso, pneumatici, vettura sostitutiva) che nel leasing restano invece a carico del contribuente e vanno gestiti separatamente. La quota servizi del noleggio è deducibile senza tetto, mentre nel leasing gli stessi costi devono essere sostenuti e dedotti a parte con i limiti previsti dall'articolo 164 del TUIR.

Come funziona la quota servizi nel noleggio lungo termine e perché non ha tetto massimo?

Il canone di noleggio lungo termine si compone di due quote separate: quota locazione (uso del veicolo) e quota servizi (manutenzione, assicurazione, tassa di possesso, gestione sinistri, pneumatici). Il tetto fiscale di 3.615,20 € l'anno si applica solo alla quota locazione. La quota servizi è deducibile con le stesse percentuali di deducibilità (20%, 70%, ecc.) ma senza tetto massimo. Su un'auto di fascia medio-alta la quota servizi può rappresentare una parte significativa del canone e trasformarsi in un vantaggio fiscale importante rispetto all'acquisto o al leasing.

Chi ha scritto questo articolo

Studio Pusceddu

Questo articolo è redatto da Studio Pusceddu— studio di consulenza fiscale e del lavoro online in tutta Italia, con professionisti iscritti all'Ordine. Lo Studio assiste quotidianamente imprenditori, professionisti e società nelle decisioni fiscali e aziendali quotidiane e straordinarie. Decision Center è lo strumento digitale dello Studio per rendere questa competenza accessibile a tutti: un percorso di Analisi Guidata di circa 12 minuti al termine del quale ricevi un dossier professionale strutturato con l'analisi del tuo caso specifico.

Fonti normative citate: art. 164 del TUIR (deducibilità costi auto aziendale); art. 95, comma 3, del TUIR (rimborso chilometrico e limiti di potenza); art. 51, comma 5, del TUIR (indennità di trasferta forfettaria); Tabelle ACI 2026 per il costo chilometrico dei veicoli.

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